Festival di Danza Spagnola e Flamenco

Siamo giunti puntuali all’appuntamento biennale con il Festival
di danza spagnola e flamenco; allo scopo di rinnovare l’evento,
abbiamo deciso di proporre al fedele pubblico romano un programma
sorprendente e sintetico, ancorato all’attualità, che
riunisce gli spettacoli di una potente generazione di coreografi,
musicisti e artisti che hanno già dimostrato di possedere una
voce personale, uno stile distintivo e personalità ben
identificabili, e godono per questo di una fama meritata. Le
definizioni generiche di danza spagnola e flamenco raggruppano
molteplici forme di canto e ballo che oggi vengono sperimentalmente
combinate con il teatro d’avanguardia per dar vita a una delle
espressioni artistiche più dinamiche del XXI secolo. Ad animare
il programma del festival è proprio questa filosofia creativa.
La danza spagnola e il balletto flamenco stanno cambiando e
attraversano un momento cruciale di sviluppo estetico e formale. Oltre
a prodotti di impronta tradizionale, sia nell’ambito della
musica che del ballo, il nostro festival propone eventi decisamente
all’avanguardia, ma dalle radici sempre ben connesse alla vera
cultura della danza. Giungeranno a Roma ballerini e coreografi
provenienti da ogni angolo della penisola iberica. Galiziani,
andalusi, catalani, madrileni… offriranno la visione d’insieme
di un panorama vasto e articolato, ricco di qualità e maestria.
Il programma che ho concepito in collaborazione con David López
guarda con attenzione al tentativo di innovare il grande patrimonio
storico in cui brillavano Pilar López, Mariemma, il grande
Antonio Ruiz Soler, Manuela Vargas e Antonio Gades, tutte figure amate
e applaudite dal pubblico italiano. Gli attuali artisti spagnoli sono
gli eredi diretti di quella storia.
L’intensità e l’energia virile del sivigliano
Rafael Campallo; l’evocazione della figura arcaica della
ballerina-bailaora nel talento di Patricia Guerrero; le inquietudini
sociali e la proposta senza frontiere fra i generi di Manuel
Liñán, il maturo e rigoroso lavoro di integrazione del
folklore celtico con il flamenco e la danza contemporanea della Nova
Galega de Danza e, infine, il piano colto e dalle risonanze ancestrali
di Alfonso Aroca, una musica che non poteva mancare, sia per il suo
simbolismo che per la sua bellezza. E sulle pareti
dell’Auditorium, le fotografie artistiche di Castañar,
una stilizzata memoria visiva che rimanda alla scarna poesia
dell’arte coreutica spagnola. _Roger Salas Direttore artistico_

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